Serena distese le gambe nude e sottili sul lettino, si aggiustò il golf sulle spalle e posò le mani in grembo. Luca si sedette sulla sabbia umida a gambe incrociate, s’infilò la felpa e si accese una sigaretta.
“Fammi fare un tiro, Lu”
Lui le passò la sigaretta.
“Non ne vuoi una?”
“No, grazie, sto cercando di smettere”, rispose buttando fuori il fumo che fu dissolto subito da una folata di vento.
“Fa freddo, stasera, vero?”, disse rabbrividendo.
“Sì”
Luca la guardava dal basso della sua posizione rispetto a lei, inclinando la testa di lato. Lei aveva raccolte le gambe, le ginocchia contro il petto, fissava la massa scura del mare e la linea incerta che lo divideva dal cielo stellato.
“Serena, qual è la tua canzone preferita dei Beatles?”
“Perché mi fai proprio questa domanda?”
“Ti voglio conoscere... è una domanda classica, dài, come chiedere il tuo piatto preferito”
Lei rise del paragone e annuì.
“Penny Lane”
“Ah, però”
“La tua?”, voltò gli occhi verso il basso, a cercare lo sguardo di lui.
“Uhm, non saprei… forse Helter Skelter…”
“Sì, carina…”
Veniva dal bar una luce al neon e rumori di chiacchiere e risate, frammisti a musica che non si riusciva a distinguere bene.
Luca spense la sigaretta nella sabbia e si alzò. Si sedette sul bordo del lettino, accanto alle gambe di Serena, e prese ad accarezzarle le ginocchia. Lei distese giù di nuovo le gambe e si sfiorò prima il lembo della gonna corta, poi le mani di Luca, fino ad intrecciare le sue dita con quelle di lui.
“Che ore sono?”, domandò.
“Non so, saranno le undici, più o meno”, rispose lui, passando lo sguardo dalla fronte di lei agli ombrelloni chiusi e allineati, alla sagoma illuminata del bar, per tornare a lei, poi, e ai suoi occhi neri.
“Vuoi andar via?”
“No, non ancora”
“Posso baciarti?”
Lei sorrise.
“Sì”
Lui la baciò sulla fronte e poi sulle labbra.
“Sere?”
“Sì?”
“Quando tornerai a casa mi scriverai?”
“Certo”
“OK… Sai, ci ho ripensato”
“A proposito?”
“La canzone. Dico Love Me Do”
“Ottima scelta”
Luca si alzò e scivolò a sedere dietro a lei, abbracciandola.
Nel bar il chiacchiericcio si era assopito e si riuscivano a distinguere ora le note dal juke box: una vecchia canzone di Gaber.




